WITTGENSTEIN E IL LINGUAGGIO

Una delle citazioni che troverete in queste pagine è un aforisma di Ludwig Wittgenstein, filosofo austriaco nato nel 1889 a Vienna che imperniò la sua speculazione sul linguaggio. Senza entrare nel merito della sua attività che richiederebbe ben più attenti e rigorosi approfondimenti, ci piace sottolineare come nelle sue cosiddette due fasi, ‘primo‘ e ‘secondo‘ Wittgenstein, egli segnò un profondo mutamento nei confronti del modo di considerare il linguaggio. Dapprima approcciò il problema in modo rigoroso e scientifico, una sequenza, il Tractatus (prima edizione uscita non approvata dall’autore nel 1921 e la seconda, approvata, con traduzione in inglese di Russel l’anno seguente), ben ordinata di aforismi in forma assertoria, mentre i manoscritti successivi al 1930 (tutti editi postumi) si presentano come una successione di domande, analogie, esempi e considerazioni in cui di rado raggiunge una conclusione di carattere generale.

Wittgenstein, si convinse sempre più che non è possibile formulare una teoria del linguaggio come un tutto, il linguaggio è un insieme di espressioni che svolgono funzioni diverse nell’ambito di pratiche e procedimenti disparati che chiamò ‘giochi linguistici‘. Giochi che hanno regole di volta in volta differenti, suscettibili di innovazioni. Noi, in questa continua evoluzione, ci proponiamo di offrirvi un ancoraggio per scegliere il linguaggio idoneo alle vostre esigenze.