BOTTEGA: UNA SCELTA

Brexit o non Brexit, è ipotizzabile che l’inglese la farà ancora da padrone come lingua internazionale e anche nel mondo della comunicazione. Nulla da ridire sulla sua utilità. Ma allora perché scegliere un nome che contenesse il termine bottega e rischiare di essere un po’ anacronistici? Per diverse ragioni. Prima su tutte, fin che si può, prediligere l’italiano. È questa la lingua che adoperiamo e quella in cui ci esprimiamo e contiamo di farlo anche per voi. Così come abbiamo tralasciato sigle e abbreviazioni. In secondo luogo per un rimando, senza voler essere presuntuosi, al concetto di bottega rinascimentale, ovvero all’esercizio di un mestirere guidato dalla ricerca, dall’esperienza e dalla sperimentazione, dall’apprendimento, dalla formazione e dal perfezionamento costante.

Dalla trasversalità dell’approccio, dall’applicazione di un metodo e dall’integrazione di diverse professionalità per una sola ‘commessa’. Per la condivisione del lavoro. Per l’artigianalità, perché la risultante del nostro operare è un prodotto unico, imitabile nel metodo ma non replicabile in serie. Non esiste industrializzazione per le parole e la comunicazione. Per il rimando al commercio, perché offriamo servizi e chiediamo un compenso per ciò che sappiamo fare. Infine, per un pò di poesia che nella vita non guasta.

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